Premettiamo subito che il ciclismo è per sua natura una disciplina outdoor per tutte e quattro le stagioni e chi scrive corrisponde in pieno a tutte queste caratteristiche logistiche e strutturali.

Non solo si apprezzano le uscite invernali al freddo tosto o quelle estive al caldo torrido, ma la bellezza del ciclismo è che si possono affrontare questi ambiti cambiando bici passando quindi dalla bdc alla mtb per giungere alla gravel. Potremmo inserire pure la e-bike ma è ancora un segmento caldo.
Tutto questo è e rimane patrimonio strutturale e distintivo della nostra pratica ciclistica.

Quello che segue è una sezione di contenuti che ha una funzione complementare e non certo sostitutiva di quella che è la nostra pratica preferita vale a dire pedalare con il vento in faccia ridendo del suo massaggio.

In tema di preparazione e condizionamento però affrontando percorsi che prevedono passaggi esecutivi nell’indoor da abbinare sempre all’outdoor è importante segnare alcuni aspetti proprio per ottimizzare quello che è stato fatto nei mesi invernali e non vanificare in parte gli adattamenti ottenuti.

La moderna preparazione viene sviluppata su elementi strutturali che sono raccolti (generalmente) nei seguenti punti:

  • Preparazione generale di supporto

  • Preparazione specifica di rilievo

  • Preparazione ai ritmi gara

  • Rifinitura condizionale x top form

  • Recupero e rigenerazione

Vi sono linee di deviazione rispetto al modello organizzativo di cui sopra ma in linea di massima è uno schema generale funzionale e pratico.

A parte la struttura compositiva di una buona preparazione vi sono però elementi costitutivi di dettaglio fondamentali che non vanno tralasciati e sono:

  • Continuità

  • Completezza

  • Progressività

  • Gradualità

  • Personalizzazione

  • Richiami e mantenimento

Il processo di condizionamento che deve portare a diversi adattamenti, da quelli generali a quelli specifici, si sviluppa attraverso una adeguata pianificazione di periodi per organizzare i blocchi preparatori sopra descritti, ma non deve tralasciare alcuni aspetti ed elementi che sono importanti per stabilizzare la forma.

Tra questi, la continuità che significa assicurare un livello di condizionamento stabile e persistente, aspetto indispensabile per mantenere un adeguato profilo metabolico sensibile ai processi di allenamento.

La completezza che significa predisporre un programma di condizionamento comprensivo di elementi stressor principali e complementari.

Ad esempio per un ciclista passista è fondamentale il parametro della potenza aerobica e della forza resistente, ed è complementare il parametro dell’allungabilità muscolare e dell’articolabilità.

Il richiamo è un altro di questi elementi condizionali importanti per gestire un ottimale piano di preparazione.

Nel caso di un progetto indoor il richiamo comprende peraltro anche l’aspetto della continuità. In che modo? E perché?

La preparazione indoor è spesso articolata con elementi condizionali variegati e abbinati in modo difficilmente replicabile nell’outdoor, costituendo quindi un modulo di allenamento particolarmente efficiente e di conseguenza incisivo per orientare il processo della costruzione della forma. Ma proprio per questo motivo deve essere proposto con una certa continuità e richiamato (almeno in alcune forme) anche in altri periodi stagionali come la primavera o l’estate.

Per fare un esempio la classica seduta infrasettimanale del tardo pomeriggio di primavera alle 18.00 che prevede giocoforza 50 km in 1h e 30′ senza alcun elemento tecnico di rilievo può essere sostituita ogni tanto con una sessione indoor di richiamo di ritmi gara, o di variazioni sulla forza massima (pedalate ad alta cadenza e carico elevato) magari abbinate a serie di ritmi veloci e a basso carico.

Oppure la seduta in pieno luglio a metà giornata del giovedì con 36° fatta con il criterio della semplice sopravvivenza, la si può sostituire ogni tanto con una sessione indoor orientata al lavoro anaerobico in forma di ripetute, fatta in casa magari con un filo di aria condizionata.

Sicuramente il benessere atletico e la qualità del lavoro esecutivo ne trarrebbero giovamento.

Richiamo e alternanza non certo sostituzione perché il ciclismo è uno sport outdoor ed estivo, ma ciò nonostante una proposta condizionale che prevede un collegamento con gli elementi preparatori invernali non può che essere efficiente e funzionale perché soddisfa i criteri di continuità e di richiamo.

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